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Sapone di Marsiglia: come acquistarlo bene e usarlo correttamente in casa!

    Il sapone di Marsiglia è tra i saponi più conosciuti, probabilmente davanti persino al sapone nero. La sua immagine di prodotto naturale, semplice ed ecologico gli resta ben attaccata, ma le ricette variano e non offrono tutte la stessa formulazione. Per questo è importante leggere bene l’etichetta prima di usarlo per le diverse pulizie domestiche, senza rischi. Un po’ di storia è necessaria per comprenderne bene le origini, i vantaggi e i limiti.

    Sapone di Marsiglia: come acquistarlo bene e usarlo correttamente in casa

    L’origine del sapone di Marsiglia

    Già nel Medioevo, nel XIV secolo, nella regione di Marsiglia erano presenti dei saponai, grazie agli oliveti locali che permettevano loro di procurarsi olio d’oliva, una delle materie prime principali. Più tardi, il porto di Marsiglia beneficiò dello sviluppo degli scambi commerciali con l’Africa e il Medio Oriente, offrendo ai saponai una scelta più ampia di oli, come quello di cocco o di palma. In seguito, per ottenere un costo di produzione ancora più basso, ebbero l’idea di sostituire gli oli vegetali con grassi di origine animale. Il sapone finì così per perdere parte del suo prestigio.

    Sotto Luigi XIV, un editto di Colbert del 5 ottobre 1688 per le manifatture di sapone riportò ordine in queste deviazioni, vietando l’uso di grassi di origine animale per fabbricare il sapone di Marsiglia. L’articolo 3 stabiliva che nella fabbricazione del sapone non si potevano usare grassi, burro o altre materie simili, ma solo oli d’oliva puri, senza miscela di grassi, pena la confisca delle merci.

    Nel XIX secolo, l’industria saponiera marsigliese conobbe il suo periodo migliore, ma la Prima guerra mondiale colpì duramente l’ascesa economica delle 90 saponerie della città focese. La meccanizzazione, poi l’arrivo dei detergenti provenienti dall’industria chimica dopo la Seconda guerra mondiale, accelerarono il declino del sapone di Marsiglia.

    Oggi conosce un rinnovato interesse grazie al ritorno verso prodotti più sani, più naturali e meno dannosi per l’ambiente. Ma che cosa contiene davvero il sapone di Marsiglia nel XXI secolo?

    Che cosa contiene il vero sapone di Marsiglia?

    Ogni anno, alcuni servizi trasmessi nei telegiornali raccontano vendite di saponi dalle origini poco chiare sui mercati provenzali e invitano i turisti a non farsi ingannare. Ma come riconoscere un vero sapone di Marsiglia da uno falso?

    Nel marzo 2003, la Direzione generale della concorrenza, del consumo e della repressione delle frodi ha approvato la definizione del sapone di Marsiglia derivata da un codice d’uso proposto dall’Associazione francese delle industrie della detergenza, della manutenzione e dei prodotti per l’igiene industriale. Secondo questa definizione, si tratta di un prodotto ottenuto dalla saponificazione diretta con soda di corpi grassi, di origine vegetale o animale, in diverse fasi di produzione realizzate in un calderone, senza profumo né colorante. Sono richiesti un minimo di 15% di oli vegetali e un contenuto totale di acidi grassi pari o superiore al 63%, ma questa definizione manca di rigore, così come l’assenza di indicazione d’origine.

    Il “sapone di Marsiglia grezzo” non deve contenere nessuna aggiunta introdotta dopo la saponificazione, come cariche, carbonati e silicati, additivi, profumi, coloranti, sostanze surgrassanti e gliceroli. Il “sapone di Marsiglia” comune, invece, può contenere tutte queste aggiunte.

    Per proteggersi dalle contraffazioni e dai prodotti con troppi additivi, le saponerie tradizionali dell’agglomerato marsigliese si sono riunite nell’Unione dei Professionisti del Sapone di Marsiglia per redigere una carta di fabbricazione con criteri di qualità da rispettare per essere riconosciuto come autentico sapone di Marsiglia:

    • Composizione: solo 4 ingredienti, cioè almeno 72% di olio esclusivamente di origine vegetale, soda estratta dal sale marino, acqua e sale marino. Sono quindi vietati profumi, coloranti, conservanti e additivi.
    • Fabbricazione: a caldo secondo il “procedimento marsigliese”, un processo di saponificazione che si svolge in cinque fasi precise: impasto nel calderone, salatura, cottura, lavaggio e liquidazione.
    • Origine geografica: esclusivamente il dipartimento delle Bocche del Rodano, 13.

    Nel 2022, l’omologazione del disciplinare per l’Indicazione Geografica Protetta “Sapone di Marsiglia” è stata respinta dall’Istituto nazionale della proprietà industriale e dalla Corte di Cassazione, che lo ha giudicato incompleto.

    Vi resta quindi da leggere bene l’etichetta con la composizione del sapone di Marsiglia che desiderate acquistare, imparando a riconoscere il linguaggio internazionale:

    • sodium olivate, sodium palmate, sodium cocoate, sodium palm kernelate per i derivati degli oli vegetali
    • aqua per l’acqua
    • sodium hydroxide per la soda caustica
    • sodium chloride per il sale

    La glicerina non deve necessariamente farvi rinunciare all’acquisto, perché addolcisce il sapone, ma evitate i prodotti che riportano la dicitura sodium tallowate, che indica grassi animali.

    Il sapone di Marsiglia: un prodotto sano per la casa

    Il sapone di Marsiglia è noto come prodotto multifunzione per la manutenzione della casa, il bucato e la pulizia.

    Il sapone di Marsiglia per smacchiare il bucato

    Per smacchiare i tessuti, il sapone di Marsiglia si usa a secco, strofinando la macchia con il sapone appena inumidito. Poi passate il capo in lavatrice, se si tratta di piccole macchie.

    Se temete macchie particolarmente resistenti, lasciate agire prima di avviare il lavaggio in lavatrice.

    Il sapone di Marsiglia per lavare il bucato

    Per il lavaggio a mano di tessuti delicati o per il bucato in vacanza senza lavatrice, potete usare il sapone di Marsiglia, che darà ottimi risultati.

    Per il lavaggio in lavatrice, preparate il vostro detersivo fatto in casa a base di sapone di Marsiglia e prodotti naturali di cui conoscete l’origine. Gli ingredienti da mescolare sono:

    • 1 litro di acqua bollente
    • 40 g di sapone di Marsiglia grattugiato con una grattugia da formaggio
    • 1 cucchiaio di bicarbonato di sodio
    • 10 gocce di olio essenziale di lavanda, o un altro olio secondo le vostre preferenze

    Frullate il tutto e versate in un flacone. La dose per un bucato da 5 kg è di 1 o 2 bicchieri.

    Il sapone di Marsiglia per pulire la casa

    Il sapone di Marsiglia diluito in poca acqua può servire per pulire la casa e sgrassare molte superfici: pavimenti, sanitari, lavello, piano di lavoro.

    Usato per pulire l’interno di armadi, cassettiere per la biancheria e armadi della camera, contribuirà anche ad allontanare le tarme.

    Il sapone di Marsiglia per l’igiene del corpo?

    Sebbene sia ipoallergenico, il sapone di Marsiglia, usato per la toilette, può risultare aggressivo sulle pelli fragili e sensibili. Molti preferiscono evitarlo per la cura del corpo e del viso, conservandolo però per il lavaggio delle mani.

    Anche se il sapone di Marsiglia è economico nell’uso quotidiano, non bisogna sottovalutare il processo energivoro della sua fabbricazione, dovuto al riscaldamento dei calderoni, che genera molte dispersioni di calore.