Come combattere l’umidità in casa? 4 soluzioni super efficaci!
L’eccesso di umidità è uno dei problemi più comuni che si riscontrano in un’abitazione. Può avere diverse cause, che è necessario identificare in anticipo per poter applicare soluzioni efficaci. In questo articolo vi diamo i nostri consigli per ritrovare una casa sana.
I sintomi di un eccesso di umidità in casa
Se la vostra abitazione presenta un eccesso di umidità, ve ne accorgerete osservando diversi segnali.
- La presenza di muffa. Può formare macchie verdi o nere sui muri, sul soffitto, dietro i mobili o all’interno degli armadi. Può comparire in una stanza in particolare oppure in tutta la casa. Il salnitro, invece, è un accumulo di sali minerali che forma depositi bianchi sui muri o sulla pietra.
- Tracce di trasudazione sui muri o sul pavimento.
- La carta da parati che si gonfia o si stacca.
- La vernice che si sfalda, gli intonaci che si sgretolano.
- I battiscopa che si deformano.
- I metalli che presentano tracce di corrosione.
- La condensa che compare regolarmente su vetri e specchi.
- Un odore di chiuso o di muffa che si sprigiona da una stanza o da tutta la casa.
- I tessuti umidi, il bucato che asciuga male anche dopo diversi giorni.
Un eccesso di umidità ha diverse conseguenze negative. Può generare odori sgradevoli, favorire alcune allergie con lo sviluppo di acari o funghi, ma anche accelerare il deterioramento dei materiali come vernici, rivestimenti e legno. Un eccesso di umidità può favorire lo sviluppo di patologie respiratorie tra i membri della famiglia, ma anche dolori articolari. Si tratta quindi di un problema che influisce sia sulla qualità della vita sia sulla salute.
L’umidità può derivare:
- dalla condensa;
- da infiltrazioni, nei muri o a livello del tetto;
- da risalite capillari, soprattutto nei pavimenti di garage, cantine, ripostigli e simili.
Potete utilizzare un igrometro per misurare il tasso di umidità della vostra casa. Idealmente, il livello di umidità dovrebbe aggirarsi intorno al 50% e non superare il 65%. Al contrario, un tasso inferiore al 45% indica un’aria troppo secca.
N° 1: gestire bene l’aerazione
È il primo riflesso da adottare ogni giorno per risanare l’aria della casa e favorire l’asciugatura. Può sembrare contraddittorio arieggiare quando piove o quando fa freddo in inverno. Eppure, una decina di minuti sono sufficienti per rinnovare l’aria interna, limitando così il ristagno di umidità.
In ogni stagione, ricordate quindi di arieggiare la casa almeno una volta al giorno, al mattino. In estate, arieggiare aiuta anche a rinfrescare l’aria interna. In inverno, ricordatevi semplicemente di spegnere il riscaldamento, o di usare la funzione finestra aperta se il vostro impianto la prevede, durante il tempo necessario ad aprire le finestre, per evitare sprechi di energia. Arieggiare permette anche di evitare eccessi di monossido di carbonio nell’aria, causati in particolare dalla combustione incompleta di gas o legna, che possono rivelarsi pericolosi.
Nei locali umidi, soprattutto bagni e cucine, è consigliabile arieggiare ancora più spesso: dopo ogni doccia o dopo una lunga cottura. E questo anche in presenza di una VMC o di una cappa aspirante che garantiscano già una buona circolazione dell’aria.
N° 2: installare e mantenere la VMC
La VMC, cioè la ventilazione meccanica controllata, è un sistema che permette di favorire l’aerazione della casa, espellendo i cattivi odori, l’umidità o persino alcuni inquinanti come i solventi. È un sistema autonomo che richiede solo alcuni semplici interventi di manutenzione regolare, come la rimozione della polvere, la pulizia dei filtri e il controllo dello stato del motore, per funzionare in modo efficace.
La maggior parte delle abitazioni costruite dagli anni ’80 in poi è dotata di una VMC. Le VMC a doppio flusso garantiscono le migliori prestazioni, limitando le dispersioni di aria calda in inverno.
N° 3: assicurarsi che la casa sia ben isolata
Per evitare lo sviluppo dell’umidità, così come per limitare la dispersione del calore, un buon isolamento dell’abitazione è fondamentale.
Questo passa attraverso diversi accorgimenti:
- controllare regolarmente lo stato delle guarnizioni e sostituirle se necessario, soprattutto a livello di lavelli, docce e finestre;
- richiudere eventuali crepe nei muri;
- preferire, se possibile, i doppi vetri per porte e finestre, oppure installare tende spesse e paraspifferi;
- isolare meglio i muri e il tetto;
- pulire grondaie e canaline esterne, che possono impedire il corretto deflusso dell’acqua e favorire la formazione di umidità;
- riparare perdite o infiltrazioni;
- eccetera.
N° 4: asciugare l’aria con un deumidificatore
Se nonostante questi consigli la vostra casa continua a essere soggetta a un eccesso di umidità, potete investire in un deumidificatore. Questi apparecchi permettono di assorbire l’umidità di una stanza recuperando l’acqua in eccesso presente nell’aria. Ne esistono molti modelli, più o meno grandi a seconda della dimensione della stanza interessata, più o meno sofisticati e per tutte le fasce di prezzo. Si trovano facilmente online e nei negozi di bricolage.
In caso di grossi problemi di umidità, esistono anche sistemi di asciugatura centralizzati, installabili su tutti i tipi di muro.
Vi consigliamo, parallelamente, di rivolgervi a un professionista per individuare le fonti dell’umidità ed eventualmente procedere a interventi di ristrutturazione o lavori specifici.
Altri piccoli gesti che limitano l’eccesso di umidità
Alcune azioni complementari possono aiutare a ridurre il tasso di umidità in casa.
- Se potete, fate asciugare il bucato all’esterno. Se non è possibile, usate un’asciugatrice oppure arieggiate più spesso la stanza in cui il bucato viene steso.
- Quando cucinate, coprite pentole, padelle e casseruole per limitare la fuoriuscita di vapore acqueo. Utilizzate la cappa.
- Mantenete la casa a una temperatura ambiente confortevole, ma senza eccessi. In generale, si considera ideale una temperatura di 19 °C nelle stanze principali. Può anche essere abbassata nelle camere degli adulti.
Tra i comportamenti da evitare, non coprite una zona umida pensando di favorirne l’asciugatura, per esempio con perline, carta da parati impermeabile o altri rivestimenti stagni. Questo non risolverà il problema alla radice, limiterà ulteriormente l’aerazione naturale e causerà quindi danni maggiori col passare del tempo.
Infine, esistono alcuni rimedi della nonna, come l’uso di sale, bicarbonato di sodio o carbone. Se queste tecniche hanno il vantaggio di essere naturali e poco costose, funzionano solo in caso di umidità lieve e poco intensa. Soprattutto, non risolvono la causa del problema.
