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Come sturare uno scarico?

    Come sturare uno scarico?

    Acqua stagnante che fatica a defluire, accompagnata da cattivi odori nauseanti: non ci sono dubbi, lo scarico è ostruito. Anche se si tratta di un problema piuttosto comune, è importante intervenire il prima possibile, fin dalla formazione del tappo, per evitare di dover ricorrere ai servizi a pagamento di un professionista. Ecco come sturare uno scarico ostruito in casa.

    Come procedere per sturare uno scarico ostruito?

    È meglio intervenire rapidamente su un tappo che inizia a formarsi. Non appena l’acqua fatica a scorrere correttamente, bisogna agire. Per farlo, è preferibile scegliere una soluzione naturale e rispettosa dell’ambiente. Inutile correre al supermercato per comprare un prodotto chimico altamente tossico. Basta leggere la composizione di questi prodotti per cambiare idea: ipoclorito di sodio, idrossido di sodio, acido silicico… tutti prodotti aggressivi, irritanti, corrosivi e molto dannosi per l’ambiente.

    Ricetta fatta in casa per sturare gli scarichi

    Ecco una ricetta molto semplice da preparare da soli e da versare negli scarichi non appena si nota un cattivo deflusso: si utilizzeranno 20 cl di aceto bianco, 200 g di bicarbonato di sodio e 200 g di sale grosso. Attenzione all’effetto schiumoso della miscela. Ognuno di questi ingredienti ha proprietà benefiche:

    • il bicarbonato di sodio è abrasivo, disinfettante, deodorante e antiparassitario;
    • il sale grosso purifica grazie al suo elevato contenuto di minerali. Deossida, smacchia e assorbe l’umidità;
    • l’aceto bianco deodora, disinfetta, elimina il calcare e sgrassa. Chiamato anche aceto industriale, aceto cristallino o aceto d’alcol, è prodotto per lo più a base di alcol di barbabietola da zucchero ed è 100% naturale e biodegradabile.

    Bisogna versare gli ingredienti direttamente nel lavabo o nello scarico ostruito, nell’ordine indicato sopra, anche se è presente acqua stagnante. Si lasceranno agire i prodotti per almeno 30 minuti, o anche di più, addirittura tutta la notte se il tappo è importante. Successivamente, basterà versare nello scarico l’equivalente di un bollitore di acqua bollente. Questa preparazione può essere rifatta e versata nuovamente se non è riuscita a sturare completamente lo scarico. Va notato che è possibile preparare una miscela più aggressiva ma sempre naturale, associando percarbonato di sodio ad acqua bollente. È più forte del bicarbonato di sodio e può riuscire là dove il bicarbonato ha fallito.

    Ai grandi mali, i grandi rimedi

    Se il tappo è più consistente e questa preparazione non basta a sturare lo scarico, si possono allora usare altri metodi:

    • pompare con uno sturalavandini: dopo aver rimosso il tappo di scarico, si effettuano più pressioni sul sifone fino a riuscire a spingere il tappo e a farlo proseguire verso la rete delle acque reflue;
    • smontare il sifone: questo permette di accedere al tappo se non si trova troppo lontano nello scarico. In caso contrario, sarà comunque più facile localizzarlo per capire da dove e come intervenire;
    • usare una sonda idraulica: se il tappo è già lontano nello scarico, la sonda è probabilmente la soluzione migliore. Si tratta di uno strumento metallico flessibile, manuale o elettrico, che si fa scorrere delicatamente nello scarico fino a raggiungere il tappo. La punta della sonda si aggancerà al tappo per rimuoverlo delicatamente;
    • usare un’idropulitrice dal pozzetto esterno: se il tappo è troppo lontano, i tre procedimenti precedenti rischiano di essere inefficaci. In questo caso si può aprire il pozzetto esterno. Se il tappo si trova tra il sifone e il pozzetto, si può inserire la sonda dal pozzetto per cercare di agganciare il tappo e rimuoverlo. Se invece il tappo si trova oltre il pozzetto, probabilmente è vicino al tubo principale di scarico delle acque reflue. In tal caso, un getto di idropulitrice ad alta pressione può aiutarlo a muoversi fino a raggiungere il collegamento con la rete stradale.

    A chi rivolgersi per sturare uno scarico? A quale costo?

    Una volta provate le tecniche sopra indicate, se il risultato resta limitato o insoddisfacente, arriva il momento di rivolgersi a un professionista. In questo caso bisogna chiamare un idraulico. Sarà dotato di attrezzi professionali più adatti. Va notato che potrà anche controllare lo stato generale dell’impianto idraulico e procedere alla sostituzione di accessori deteriorati, come le guarnizioni, o persino sostituire il sifone con uno nuovo e più adatto.

    Bisogna però fare attenzione ai prodotti impiegati. Se il tappo è troppo compatto, troppo grande e difficile da rimuovere, il professionista può decidere di iniettare un prodotto chimico nello scarico per disgregarlo. È quindi preferibile assicurarsi, prima dell’intervento, che il professionista sia certificato RGE (Reconnu garant de l’environnement). In questo modo dovrà utilizzare prodotti autorizzati. Non dimentichiamo che le acque reflue finiscono negli impianti di depurazione, dove non tutti i residui vengono filtrati prima di tornare nei corsi d’acqua e nell’ambiente.

    L’intervento di un idraulico costerà comunque tra 100 e 300 euro. Sarà quindi meglio puntare sulla prevenzione per evitare di arrivare a un’ostruzione completa. Attenzione alle tariffe di intervento nei fine settimana o nei giorni festivi, che possono facilmente raddoppiare. Se uno scarico si ostruisce durante il weekend, conviene evitare di usare il sanitario fino a lunedì, per beneficiare di una tariffa più ragionevole.

    Inquilino o proprietario: chi deve pagare l’intervento dell’idraulico?

    L’inquilino beneficia dell’uso dell’immobile. Di conseguenza, spetta a lui occuparsi della manutenzione ordinaria. Se uno scarico è ostruito, sarà quindi l’inquilino a dover chiamare un professionista e a pagare la fattura. Tuttavia, se durante l’intervento l’idraulico constata che il tappo è causato da una tubatura deteriorata o addirittura rotta, allora sarà necessario procedere alla riparazione, il cui costo spetterà al proprietario, salvo che il professionista accerti che il danno sia stato causato dall’inquilino, per esempio da lavori mal eseguiti o cattiva manutenzione. Se così non è, il tappo è del tutto indipendente dalla manutenzione ordinaria che spetta all’inquilino. Inoltre, in un edificio collettivo, se l’ostruzione riguarda tutti gli appartamenti del condominio, il costo sarà a carico del proprietario.

    Scarico ostruito: meglio prevenire che curare

    È un detto ben noto che si conferma sempre. E vale anche per gli scarichi. A seconda del punto di uscita dell’acqua, gli scarichi possono accumulare sapone, detersivo, capelli, sporco, residui grassi come trattamenti per capelli, residui alimentari e molto altro. Per questo, invece di reagire quando il tappo si forma, è meglio adottare alcune buone abitudini quotidiane:

    • legare i capelli prima di fare la doccia. Se restano legati, non cadono e non rischiano quindi di finire nello scarico;
    • installare un filtro in plastica o in rete metallica per trattenere i residui;
    • installare un gancio per la pulizia, in modo che capelli e residui grassi vengano trattenuti e siano facili da rimuovere.

    Gli scarichi devono essere mantenuti regolarmente per non arrivare a un livello di saturazione. Per igienizzarli, si può versare un quarto di litro di aceto bianco una volta alla settimana in tutti gli scarichi di casa. L’aceto bianco assorbe i cattivi odori e igienizza. Si può fare la stessa cosa anche con un cucchiaino di fondi di caffè, altrettanto efficace.